VAL D’AOSTA

Per alcuni anni, a fine gennaio, la Val d’Aosta, fino a quel momento conosciuta solo tramite i racconti della naja di mio padre, orgoglioso alpino della Taurinense, fu meta della settimana bianca. Quando un uomo inizia a parlare di “quando ero militare” è meglio iniziare a trovare una scusa per andare via. Se poi non è da solo ma in compagnia di altri che hanno condiviso l’avventura della leva obbligatoria che ormai è storia, meglio attrezzarsi per la notte. Non è importante che quei racconti siano veri, spesso non lo sono, ma almeno verosimili e questo è sufficiente per ricordare i “bei tempi andati … quando eravamo giovani”.

Rhêmes-Notre-Dame era la nostra meta, un albergo in legno davanti alle piste da sci ed a pochi passi dalle piste baby, sempre affollatissime di bambini spericolati (e sfigurati dal divertimento) e genitori in uno stato perenne di ansia. Se avete voglia, qui, racconto qualcosa di più.

La Val d’Aosta è la regione più piccola d’Italia, bilingue (italiano e francese), circondata dalle quattro vette più alte d’Europa, il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa ed il Gran Paradiso. Tra i monti, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, nato nel 1922, diventato ben presto il regno di stambecchi, camosci, ermellini e marmotte, con i suoi 70.000 ettari di territorio di alta montagna ed un dislivello che va dagli 800 metri del fondovalle ai 4061 del Gran Paradiso.

in Val d’Aosta succedono strani fenomeni, al limite dell’incredibile, come la presenza del Dahu, un piccolo cervo particolare o il fenomeno osservato e documentato dell’evaporazione del vino. In questo articolo abbiamo approfondito.

Visitare la Val d’Aosta per la prima volta significa spesso restare affascinati dai suoi castelli, dal Castello Savoia, al Forte di Bard, al Castello di Verrès, senza dimenticare i monumenti romani. La Via Consolare delle Gallie, opera ingegneristica di altissimo valore per collegare territori ai due lati delle Alpi rappresenta la prima infrastruttura costruita dai nuovi conquistatori, mentre il grande Teatro romano di Aosta ne testimonia l’importanza. Di grandi dimensioni (si pensa potesse contenere tre-quattromila spettatori) venne dimenticato alla fine dell’Impero.

Non può mancare un accenno alla cucina della Val d’Aosta con i suoi formaggi oltre alla celebre fontina, fatti con latte di vacca o di capra, acquistabili direttamente nei caseifici, aperti per illustrare la produzione. La cucina tipica è di montagna, con salumi (jambon de bosses o la leggerissima motzetta), frutta e vini tipici raggruppati sotto una unica DOC “Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste”.

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